DECRETI MADIA SUL RIORDINO DEL TESTO UNICO E SULLA VALUTAZIONE LA CSE IN AUDIZIONE AL SENATO

DECRETI MADIA SUL RIORDINO DEL TESTO UNICO E SULLA VALUTAZIONE
LA CSE IN AUDIZIONE AL SENATO

Si è tenuta stamani, presso la Commissione bicamerale per la semplificazione amministrativa, l’audizione della CSE sugli schemi di decreti delegati emanati dal Governo in applicazione della delega per la riscrittura del testo unico dei dipendenti dello stato e della normativa sulla valutazione.

Su questa materia come ricorderete la Ministra Madia ha informato i sindacati nella riunione tenutasi lo scorso 16 febbraio a Palazzo Vidoni, impegnandosi a proseguire il confronto durante l’iter parlamentare dei provvedimenti, cosa però, purtroppo, non ancora avvenuta.

Tra l’altro, al momento, manca l’intesa sui testi della Conferenza Stato Regioni che, come ribadito dalla Corte Costituzionale nella decisione dei mesi scorsi, è condizione essenziale per l’approvazione e, quindi, come da noi ribadito e condiviso dal Presidente Tabacci, si sta ragionando su norme potenzialmente modificabili e in divenire.

Consapevoli del ruolo della Bicamerale sulla semplificazione che, ovviamente, è competente in modo particolare sulla comprensibilità, sulla scrittura dei testi e sulla loro capacità di semplificare la vita dei cittadini e dei lavoratori, più che sui singoli contenuti delle norme, per non andare “fuori tema” abbiamo caratterizzato il nostro intervento segnalando preliminarmente la farraginosità dell’impianto normativo, che  con il nuovo intervento legislativo aggrava e non semplifica procedure, competenze e livelli di governo, stigmatizzando la scelta del Governo di continuare sulla strada della rilegificazione piuttosto che su quella della piena contrattualizzazione.

 Un’occasione perduta per superare le ingessature e le pastoie volute da Brunetta negli anni scorsi, che  invece, adeguatamente modificate, avrebbero potuto rimettere in movimento la macchina amministrativa, rimotivando il personale dopo anni di abbandono e incuria, riaprendo i percorsi professionali, riportando i diritti e le condizioni di lavoro all’interno delle regole contrattuali pattizie.

Invece, a distanza di 8 anni dall’ultimo rinnovo, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale sul ricorso proposto dalla FLP che ha dichiarato incostituzionale il reiterato blocco, il Governo non solo non ha stanziato le risorse per il rinnovo dei contratti, ma nei testi proposti sono ancora molto ridotte e penalizzate anche le materie cosiddette “giuridiche e normative” che potrebbero caratterizzare un vero CCNL (partecipazione –contrattazione – rapporto di lavoro – diritti – progressioni tra le aree -formazione etc) che unitamente al permanere di vincoli sul sistema di valutazione, sulle risorse disponibili per il salario accessorio, sui tetti pre-determinati dei fondi di produttività, rende impraticabile all’attualità pensare di lavorare per un rinnovo contrattuale degno di questo nome.

Inoltre, a rendere ancora più flebili le prerogative contrattuali, vì è l’ulteriore inasprimento del sistema sanzionatorio, che allarga le fattispecie suscettibili di licenziamento nonostante l’approvazione dello specifico decreto delegato sulle assenze, con un’inaccettabile indeterminatezza sui tempi di apertura e di conclusione dei procedimenti disciplinari, che rendono sempre meno garantito il diritto alla difesa, lasciando la piena discrezionalità delle Amministrazioni nella conduzione dei procedimenti disciplinari.

Così come appaiono insufficienti le misure previste per la risoluzione del precariato che andrebbero affrontate con maggiore decisione, atteso che ormai da tempo questi lavoratori di fatto suppliscono alle carenze di organico e non costituiscono una soluzione a fattori eccezionali e imprevedibili, ma invece del tutto ordinari.

E’ di tutta evidenza che tutte queste valutazioni, in questa sede solo abbozzate, andranno esplicitate nel dettaglio presso le Commissioni di Camera e Senato nelle quali sono incardinati i due provvedimenti (Affari Costituzionale e Lavoro Pubblico e privato) per il parere di merito e alle quali abbiamo già fatto formale richiesta di essere ascoltati nel calendario delle audizioni programmate.

Nel frattempo nella giornata di ieri una nostra delegazione CSE si è incontrata con il Capogruppo del Partito Democratico in Commissione Affari Costituzionali del Senato Giorgio Pagliari, che ringraziamo per la disponibilità dimostrata, relatore sull’Atto Governo 390, che è quello relativo alla riscrittura del testo unico, al quale abbiamo rappresentato nel dettaglio le valutazioni della Confederazione su tutti e due provvedimenti, chiedendo che nel corso dell’iter relativo al rilascio del parere obbligatorio, la Commissione possa tenere  conto delle nostre richieste di modifica.

Nel rimandarvi per gli aggiornamenti ad un successivo notiziario vi alleghiamo il documento consegnato oggi alla Bicamerale sulla semplificazione.

LA SEGRETERIA GENERALE

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