La legge di bilancio inizia l’iter al Senato

la CSE chiede un’audizione per presentare le proprie valutazioni e le modifiche necessarie.

E’ finalmente arrivato in Senato il Disegno di legge con il quale il Governo ha predisposto la manovra di bilancio 2022. Nella giornata di oggi il DDL, incardinato come Atto Senato 2248, sarà assegnato alla Commissione Bilancio in sede referente.

Visti i tempi ristretti per l’approvazione, è molto probabile che il testo definitivo sarà quello approvato dal Senato, considerato che non ci sono i tempi tecnici per le modifiche della Camera, che quindi dovrà pronunciarsi approvando “a scatola chiusa” il testo licenziato dal Senato.

Assume quindi particolare importanza l’iter dei lavoro in Commissione.

Per questo motivo, in data odierna, la nostra Confederazione CSE ha richiesto formalmente di essere audita dalla Commissione Bilancio per illustrare le proprie proposte e le richieste di modifiche, anche mediante la presentazione di specifici emendamenti, su numerosi ambiti direttamente correlati alla nostra azione sindacale, quali quelli delle pensioni, del fisco e del lavoro pubblico, che nel testo presentato dal Governo alle Camere appaiono assolutamente insufficienti e, in molti casi, penalizzanti.

Per quanto riguarda le disposizioni sul lavoro pubblico (sulle altre questioni rimandiamo a un successivo notiziario), denunciamo le scarse risorse previste per il rinnovo contrattuale del triennio 2022-2025 che, ove confermate e non modificate, precostituiscono le condizioni per l’ennesimo contratto al ribasso; così come non è accettabile la previsione di fissare a 200 milioni lordi la somma massima spendibile, da ripartire tra tutte le Amministrazioni, per superare i tetti imposti in questi anni ai Fondi risorse decentrate.

Un peggioramento rispetto alla norma contenuta nel DL 80/2021 che fissa, di fatto, un tetto al superamento dei tetti, subordinandone poi la ripartizione a provvedimenti che dovranno essere assunti da Funzione e Pubblica e MEF.

Un modo per rendere inesigibili queste risorse, tra l’altro lo ripetiamo assolutamente insufficienti, visti i ritardi che a tutt’oggi non hanno permesso a Funzione Pubblica e MEF, a distanza di due anni, di provvedere alla ripartizione degli 80 milioni di euro previsti a suo tempo dalla legge di bilancio 2020 per la perequazione delle indennità delle Amministrazioni più “povere” all’interno del Comparto delle Funzioni Centrali, che oggettivamente potrebbero ripetersi anche per queste somme.

Così come riteniamo assolutamente insufficienti i 200 milioni di euro stanziati per il nuovo ordinamento professionale, sempre del Comparto Funzioni centrali, e i 50 milioni per la formazione del personale.

La nostra iniziativa per modificare gli aspetti penalizzanti della legge di bilancio 2022 ovviamente non si esaurisce con la pur necessaria azione parlamentare, ma sarà accompagnata da iniziative di sensibilizzazione e di mobilitazione per migliorarne i contenuti e rimuovere gli aspetti penalizzanti della manovra per lavoratori e pensionati.

 

La Segreteria generale

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