INCONTRO A PALAZZO VIDONI SUL LAVORO PUBBLICO

INCONTRO A PALAZZO VIDONI SUL LAVORO PUBBLICO

La CSE ribadisce: è urgente rinnovare i contratti, senza perdere altro tempo!!!

Nella tarda mattinata di oggi si è svolto presso Palazzo Vidoni il previsto incontro fra la Ministra Madia e le Confederazioni Sindacali maggiormente rappresentative del pubblico impiego, con all’ordine del giorno “questioni connesse al lavoro pubblico”.

Anticipata via media e con uno strombazzamento di telecamere e di fotografi, quasi si trattasse di uno spettacolo, la riunione di oggi è stata caratterizzata da un preambolo della stessa Ministra che, incurante del fatto e della situazione (contratti bloccati da anni, livelli retributivi più bassi di Europa, riorganizzazioni delle PP.AA. senza alcun filo conduttore), prima ancora di emanare il fatidico atto di indirizzo propedeutico all’avvio del confronto in sede Aran, ha comunicato il proprio intendimento ad aprire un tavolo tecnico presso la predetta Agenzia entro la metà del mese di settembre, per meglio comprendere le richieste delle forze sociali in tema di rinnovo contrattuale e quale contributo le stesse intendono offrire all’emanando Testo Unico del Lavoro Pubblico, per altro ancora top secret.

Si tratta, infatti, di una sorta di nuovo decreto legislativo 165 2.0 che, dai rumors e dalle indiscrezioni filtrate negli ambienti bene informati, guarda caso, sembra contenere tutte ma proprio tutte quelle materie che una volta erano regolate dal contratto e che adesso verrebbero ricomprese in un testo di legge e quindi tolte alla potestà della contrattazione.

A nostro avviso, dopo la presentazione delle piattaforme contrattuali, non si vedeva proprio la necessità di questo ulteriore passaggio mentre invece, firmato l’accordo quadro per la definizione dei comparti di contrattazione, era necessario che la Ministra emanasse velocemente, e come promesso, l’atto di indirizzo, assumendosi la responsabilità di individuare le priorità politiche e le ulteriori scelte in termini di disponibilità economiche, per aprire immediatamente il confronto nella sede naturale che è quella dell’Aran.

Questo “stop and go” proposto alle parti sociali nella riunione di oggi, a voler pensare male, può essere letto come un modo per prendere tempo in una fase politica molto delicata come quella del referendum istituzionale, cercando di non inimicarsi i più di tre milioni di pubblici dipendenti già sufficientemente “incavolati” per il perpetuarsi del blocco dei contratti, per le quantità economiche perse in tutti questi anni, per i circa 300 milioni di euro messi a disposizione per il 2016 (quasi cinque euro medi, lordi, procapite).

E, in ogni caso, la Ministra ha pensato bene di mettere i piedi nel piatto provando anche a dettare l’agenda dei prossimi appuntamenti: produttività, valutazione, reclutamento, mobilità, organizzazione del lavoro,  tutte materie che già con il dlgs 150 del 2009, la “Brunetta” per capirci, sono state tolte dalla contrattazione ed affidate dalla legge alla potestà della dirigenza.

Ovviamente noi di CSE, Confederazione che ha confermato la maggiore rappresentatività anche nel nuovo sistema a quattro comparti (più la PCM), non ci sottrarremo al confronto, ma desideriamo fin da subito chiarire la nostra ferma intenzione a rivendicare una stagione contrattuale che recuperi seriamente sul fronte del salario, che riprenda il filo della contrattazione su buona parte delle materie ora legificate, che dia ruolo e funzioni al personale pubblico attraverso nuove politiche di formazione e di carriera.

Siamo da sempre disponibili a discutere di un nuovo modello di pubblica amministrazione, nel quale sia possibile valutare l’operato del dipendente con regole chiare, con obiettivi precisi e con il monitoraggio dell’utenza. Siamo da sempre disponibili a ragionare di una nuova politica delle assunzioni e della previdenza nel Pubblico Impiego.

Adesso però, si devono  rinnovare i contratti!

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Categoria:CSE


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