CCNL Funzioni Centrali riprende il negoziato in ARAN

E’ ripreso stamani in Aran il negoziato per il rinnovo del CCNL Funzioni Centrali.

Nell’aprire la riunione il Presidente dell’Aran Naddeo, nel prendere atto delle modifiche normative intervenute con la conversione in legge del DL 80, in particolare per il nuovo ordinamento professionale, ha auspicato un’accelerazione del confronto per definire nelle prossime settimane l’ipotesi di accordo, e ha fissato da subito tre riunioni che si terranno il 9, il 15 e il 22 settembre p.v., impegnandosi nel frattempo a predisporre una nuova proposta di articolato da sottoporre alla discussione.

Come FLP abbiamo confermato la nostra disponibilità a proseguire con ritmi serrati il negoziato, convinti come siamo che sia necessario dare al personale del comparto, al più presto, il nuovo CCNL, considerato che siamo ormai giunti quasi al termine della sua vigenza.

Permangono – è di tutta evidenza – numerose criticità, in particolare sulle risorse economiche complessivamente stanziate, sul trattamento dell’istituto della malattia e delle visite mediche, sul sistema di partecipazione e delle relazioni sindacali.

Così come è inaccettabile la mancata predisposizione del Decreto che deve ripartire tra le Amministrazioni del comparto i 70 milioni di euro stanziati con la legge di bilancio 2020 per la perequazione delle indennità di amministrazione e che è, evidentemente, propedeutico all’utilizzo e alla ripartizione in sede contrattuale dei benefici economici.

Tutti aspetti sui quali continuerà la nostra iniziativa per rimuovere gli ostacoli ancora frapposti e migliorare le proposte iniziali presentate dall’Aran.

Per la FLP le questioni chiave che debbono essere affrontate in sede negoziale nelle prossime riunioni, unitamente a quelle sopra evidenziate, sono legate a come ricondurre nell’ambito contrattuale le modifiche normative intervenute sull’ordinamento professionale, sul superamento dei tetti dei Fondi risorse decentrate delle Amministrazioni e la regolamentazione del lavoro agile a regime.

In particolare sul nuovo ordinamento bisognerà definire un nuovo quadro complessivo, organico e chiaro, che individui le nuove Aree e le relative declaratorie, le modalità di inquadramento all’interno delle stesse in sede di primo inquadramento, i criteri di accesso a regime, sia dall’interno che dall’esterno, le dinamiche professionali e di carriera all’interno e tra le aree con l’individuazione dei requisiti, delle procedure e delle forme di finanziamento, fornendo un quadro certo ed esigibile alla contrattazione integrativa.

In tale ambito rivendichiamo il pieno ruolo della contrattazione nel recepimento e nell’interpretazione delle nuove norme all’interno del CCNL.

Così come andranno definite con chiarezza le modalità di superamento dei tetti predeterminati dei Fondi di Amministrazione, mediante il pieno utilizzo delle risorse già nella disponibilità delle Amministrazioni e non utilizzate, o rinvenienti da attività svolte conto terzi, da economie di gestione o da cessazioni dal servizio.

Sul lavoro agile intendiamo riaffermare la centralità di questa modalità di svolgimento della prestazione lavorativa che non solo è uno strumento importante di conciliazione vita lavoro, ma anche una opportunità per migliorare l’organizzazione del lavoro, la qualità dei processi e dell’interazione con i cittadini egli utenti, fattore di modernizzazione e di miglioramento dell’azione delle nostre Amministrazioni.

In tale ambito andranno garantiti pienamente i diritti alla disconnessione, alla formazione, alle dotazioni infrastrutturali, alla pari dignità lavorativa, senza alcuna discriminazione professionale o economica rispetto al lavoro in presenza.

Questa potrà essere la migliore risposta a chi, come il Ministro Brunetta, pensa di intervenire sulla materia, nel pieno del confronto negoziale, con nuove norme che inopinatamente e in contrasto con lo stesso Atto di indirizzo, vorrebbero riportare indietro di decenni il lavoro pubblico e le innovazioni organizzative e procedurali.

Un lavoro quello che ci aspetta, quindi, non semplice, che svolgeremo con il consueto approccio, senza alcuna demagogia, ma anche senza scorciatoie, dimenticanze, o minimizzazioni.

Abbiamo contribuito in questi mesi, con la nostra iniziativa, a modificare aspetti che impedivano alla radice di affrontare positivamente molte delle questioni aperte (a partire dal nuovo ordinamento professionale e al riconoscimento del diritto alla carriera), permettendo così dopo anni di poterle affrontare in sede negoziale.

Non intendiamo quindi proprio ora mollare la presa e, tantomeno, cambiare registro.

La Segreteria Generale

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