BUON PRIMO MAGGIO

BUON PRIMO MAGGIO

Oggi, più che mai, un grazie ai lavoratori e alle lavoratrici che hanno permesso al nostro Paese di resistere e di ripartire

Il Primo Maggio è una giornata importante, una data che da più di un secolo la comunità internazionale ha voluto onorare in ricordo dello sciopero generale fatto il 1° maggio del 1886 dai lavoratori di Chicago, caricati e uccisi dalla Polizia mentre rivendicavano in piazza i loro diritti.

Quella protesta divenne il simbolo della lotta internazionale per l’affermazione dei diritti dei lavoratori.

Questo Primo Maggio assume però un significato ancora più particolare, ricadendo in un drammatico momento quale quello della pandemia da Covid-19 che ha portato a contare nel mondo centinaia di migliaia di vittime e milioni di contagi.

Tutte quelle che sembravano certezze sono state messe in discussione, costringendoci a fare i conti con un lockdown che ha fermato gran parte della produzione, messo in ginocchio il settore del terziario, del commercio, del turismo. Che ha messo a dura prova il nostro sistema sanitario nazionale, fortemente indebolito negli anni dalle scellerate politiche di privatizzazione e dagli sprechi della cattiva politica, che ha resistito solo grazie all’abnegazione e al sacrificio di tutti gli operatori della sanità.

Se il nostro Paese ha tenuto di fronte all’incredibile pandemia è stato grazie all’impegno del mondo del lavoro pubblico e privato, delle tante professionalità presenti in tutti i settori, del sacrificio di chi ha messo a rischio la propria vita pur di non far mancare i servizi essenziali, la tutela della salute, l’approvvigionamento alimentare, la produzione di beni e servizi indispensabili.

Un comportamento che dovrà essere riconosciuto e dovrà portare ad un necessario cambio di paradigma, mettendo di nuovo il lavoro, in tutte le sue forme, al centro delle azioni e delle scelte delle classi dirigenti, superando la logica del profitto, della mera finanziarizzazione dell’economia, delle privatizzazioni, della precarizzazione.

È necessario oggi più che mai ribadire che il nostro Paese ha bisogno di lavoro, di tutela dei diritti, di adeguate politiche sociali, di solidarietà, di investimenti nei settori della ricerca, della conoscenza, della digitalizzazione e dell’innovazione tecnologica.

Bisogna ridare valore al lavoro, in tutte le sue forme, garantendo diritti e tutele non solo al lavoro dipendente per come storicamente lo conosciamo, ma anche a quello autonomo, agli artigiani, alle piccole imprese, riconoscendone il ruolo che hanno nella tenuta del sistema produttivo. Per ripartire, per impedire che gli effetti della pandemia siano ancora più devastanti, bisogna rimettere in moto il Paese immettendo risorse, garantendo la liquidità e la tenuta di tutti i settori produttivi.

Altrimenti il 1° maggio in futuro, se ci sarà, sarà sempre più la festa del non lavoro.

Pur in un momento così difficile quindi, senza retorica e frasi fatte, vogliamo onorare questo Primo Maggio 2020. Tutti insieme ce la faremo. E renderemo questo mondo più equo e più giusto.

Roma, 1 maggio 2020

LA SEGRETERIA GENERALE CSE

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