Approvata dalla Camera, in via definitiva, la norma

che riconosce come attività di servizio, senza decurtazioni economiche, la somministrazione del vaccino COVID 19.

Votato anche un OdG che impegna il Governo ad estendere tale copertura anche alle giornate di malattia conseguenti ad eventuali postumi del vaccino

Nella giornata di oggi la Camera ha approvato l’ AC 3442 che, dopo il passaggio in Senato dei giorni scorsi, ha convertito in legge il DL 172/22 nel quale come abbiamo già precedentemente segnalato, è stato approvato un emendamento richiesto dalla FLP che riconosce come servizio, senza alcuna decurtazione economica, la somministrazione vaccinale, sanando una ingiustizia finora presente nel mondo del lavoro pubblico.

Segnaliamo inoltre che nel corso del dibattito sono stati presentati da parte di gruppi parlamentari della maggioranza e dell’opposizione anche alcuni ordini del giorno sulla materia, ed è stato approvato, come raccomandazione al Governo, un ordine del giorno, che impegna l’Esecutivo ad adottare con il primo provvedimento utile, le opportune iniziative normative per assicurare la piena copertura, senza alcuna decurtazione economica, anche dei giorni di malattia eventualmente insorgenti a seguito dei postumi derivanti dalla somministrazione vaccinale.

La nostra iniziativa a tutela della salute prosegue per rimuovere le norme penalizzanti sul lavoro pubblico e superare i pregiudizi frutto della campagna di demonizzazione degli anni scorsi. Già ieri pomeriggio, nel corso dell’audizione a cui abbiamo partecipato in Commissione Affari Costituzionale del Senato sulle leggi di conversione dei DL 221/2021 e 229/2021, abbiamo proposto come FLP alcuni emendamenti, rappresentando l’urgenza di approvare in tale sede la norma che raccoglie le indicazioni dell’ OdG approvato dalla Camera.

Così come abbiamo chiesto che nel provvedimento normativo in esame venga ripristinato il lavoro agile emergenziale nella Pubblica amministrazione per fronteggiare la curva pandemica che in questi giorni sta raggiungendo picchi elevatissimi. Le indicazioni fornite dal Ministro Brunetta con la sua circolare, insistendo con la prescrizione del permanere della prevalenza del lavoro in presenza anche per attività del tutto smartabili sono del tutto insufficienti a fronteggiare la situazione.

Il risultato di tale scelta scellerata è sotto gli occhi di tutti. Uffici svuotati non per lo smart working, che avrebbe garantito il mantenimento dei servizi e delle prestazioni rese, ma per l’aumento esponenziale dei contagi e dei contatti esplosi proprio a causa delle scarse condizioni di sicurezza negli Uffici, dall’interazione con l’utenza, dall’utilizzo di mezzi di trasporto affollati e insicuri. Con il risultato di mettere a rischio la salute e di indebolire fortemente l’azione della PA che invece proprio in questo momento deve essere rafforzata.

La Segreteria generale

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