LA CSE INCONTRA IL GOVERNO SULLA RIFORMA PREVIDENZIALE

LA CSE INCONTRA IL GOVERNO SULLA RIFORMA PREVIDENZIALE

Nella serata di ieri si è tenuta presso la sede del Ministero del lavoro un incontro tra la Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, il Presidente dell’INPS Pasquale Tridico e le OO.SS. sul tema della riforma pensionistica. Alla riunione erano presenti anche rappresentanti del Ministero dell’Economia e delle Finanze e della Dipartimento della Funzione Pubblica. L’obiettivo dichiarato del Governo è di avviare un confronto a tutto campo con le rappresentanze sindacali sulle linee di azione da attivare a seguito della scadenza, prevista per fine 2021, del regime transitorio di quota 100. Per affrontare tutte le questioni la Ministra ha proposto di dispiegare il confronto su più fasi. La prima, articolata su quattro riunioni di carattere tecnico, utili ad affrontare distintamente le diverse questioni sul tappeto. La seconda, di verifica al tavolo politico per definire sull’intera materia, in modo organico, il maggior consenso politico. A tal fine ha proposto un calendario di riunioni così articolato:

  • 3 Febbraio – questione giovanile e discontinuità contributiva;
  • 7 Febbraio – rivalutazione delle pensioni e cuneo fiscale:
  • 10 Febbraio – flessibilità in uscita;
  • 19 Febbraio – previdenza complementare.

Nel mese di Marzo si avrà un primo momento di verifica complessiva del lavoro svolto dai tavoli tecnici. Come CSE abbiamo apprezzato l’attivazione da parte del Governo di un confronto a tutto campo con le forze sociali ed il metodo individuato che è quello di approfondire tutte le tematiche in campo. Siamo convinti infatti che sia necessario, sulle grandi questioni, intervenire in modo condiviso, alimentando il confronto e ascoltando, sui grandi temi del lavoro e della previdenza, chi ogni giorno opera sul campo e, come il nostro sindacato, è portatore non di interessi individuali, ma collettivi. A fronte di decenni di iniziative emergenziali raffazzonate, dettate solo dalla presunta compatibilità economica, che hanno portato alla limitazione dei diritti, alla penalizzazione di chi lavora ed ha lavorato, di chi ha difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro, di chi è sottopagato o che ha trovato solo occupazioni precarie, discontinue o nel sommerso, è necessario ora mettere mano ad una riforma organica, che superi la dicotomia tra occupati e inoccupati, tra chi viene bloccato al lavoro e chi è invece costretto a restare ai margini del mondo del lavoro. Una politica miope, che ha ridotto drasticamente il potere di acquisto di lavoratori dipendenti e pensionati, e che ha costituito un ostacolo alla crescita economica, gettando il nostro Paese nella stagnazione economica, se non nella recessione. Per noi, per la CSE, la riscrittura complessiva del sistema previdenziale deve andare di pari passo con la diminuzione del carico fiscale su lavoratori dipendenti e pensionati, alla riscrittura in senso progressivo dell’IRPEF, al contrasto sempre più incisivo dell’evasione fiscale e contributiva. Per mettere in campo nuove risorse capaci di aumentare il reddito, di chi ha pagato in questi anni, e rilanciare l’economia.

Abbiamo indicato sulla questione previdenziale le nostre priorità, riservandoci ovviamente di entrare nel dettaglio durante il confronto che si avrà nei tavoli tematici:

  • Superare la scalone inaccettabile che si avrebbe al momento del termine della misura sperimentale di quota 100 a fine 2021, evitando il sovrapporsi di norme che creerebbero nuove ed ingiustificate disparità, individuando modalità di uscita che tengano conto degli anni di contributi, della diversa gravosità dei lavori, valorizzando anche le diverse ipotesi di flessibilità in uscita.
  • Superare la discriminazione dei dipendenti pubblici sui tempi dell’erogazione del Trattamento di fine rapporto che ha visto anche la Corte Costituzionale pronunciarsi con la sentenza n.159 del 2019.
  • Rivedere l’attuale sistema della previdenza complementare, in particolare sulla quota a carico del datore di lavoro pubblico e sulla governance del sistema. A tal fine guardiamo con interesse alla proposta del Presidente dell’INPS Tridico di costituire un Fondo Pubblico di previdenza integrativa.

Queste sono solo alcune delle proposte che porteremo al confronto con il Governo, vi terremo come di consueto informati sugli sviluppi.